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Il Territorio

Da sempre le colline di Langhe e Roero, in provincia di Cuneo, sono una terra di vini, riconosciuta come patria della qualità. Alcuni dati ne esemplificano la realtà produttiva: quasi il 90% degli ettari vitati è iscritto agli Albi delle denominazioni d’origine e quindi offre la materia prima per Doc e Docg, una proporzione che è quasi invertita rispetto alla media italiana, ancora in gran parte concentrata (60%) su produzioni generiche.

Su un totale di 325 Doc prodotte in Italia, il Piemonte contribuisce con 44 (equivalente al 13,5%) e su 41 Docg, al Piemonte ne appartengono 12, cioè quasi un terzo del totale italiano (dati 2008). Il peso del settore vitivinicolo nelle Langhe si misura anche sul numero delle persone impiegate, circa 12.000, di cui 4.500 viticoltori e 1.200 vinificatori. Una delle ricchezze e specificità dell’enologia langarola è saper offrire sia nobili, potenti rossi da invecchiamento, sia vini di più pronta beva per accompagnare i pasti quotidiani, anche bianchi profumati.                              

Se confrontati sul mercato internazionale, i vini delle Langhe e Roero, di forte personalità e carattere, presentano un altro vantaggio: riescono ancora a offrire al consumatore un ottimo rapporto qualità prezzo. Il triangolo virtuoso che ha portato la zona delle Langhe e Roero a imporsi a livello mondiale ha ai suoi vertici l’equilibrio fra terreno e clima che definisce il “Terroir”, la presenza di vitigni autoctoni che si esprimono in molteplici vini e l’intervento dell’uomo che trasforma con passione profonda e intelligenza i frutti della terra.

 

Il giorno 22 giugno 2014, durante la 38ª sessione del comitato UNESCO a Doha, le Langhe-Roero sono state ufficialmente incluse, assieme al Monferrato, nella lista dei beni UNESCO World Heritage.

Quattro generazioni di qualità

La Famiglia Massucco lavora direttamente i propri vigneti e  vive circondata da essi rispettando da sempre l’ambiente.

Con oltre 20 ettari di vigneti, 60% rossi e 40% bianchi, la Famiglia Massucco cura la propria terra non utilizzando OGM ma tutti prodotti riciclabili su tutta la filiera 

Per garantire da sempre la qualità dei propri vini la Famiglia Massucco esegue rigorosamente e scrupolosamente tutte le fasi di un sistema di vinificazione che oramai viene utilizzato  da quatto generazioni 

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IMPIANTO

Seguiamo direttamente l’impianto del vigneto dalla preparazione del terreno con concimi naturali (Letame), alla semina delle barbatelle, la produzione del 1° anno non esiste, il 2° raggiunge  il 75%, il 3° anno il 100%.

 

Le regole che guidano tutto il processo d’impianto del vigneto Fino in bottiglia sono descritte nel link:  http://www.langhevini.it

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VIGNETO

Utilizziamo il sistema di allevamento a Guyot. Dopo la fruttificazione di settembre-ottobre si attende la completa caduta delle foglie quindi, a metà inverno, si comincia ad effettuare la potatura che può essere distinta in tre fasi che per convenzione prendono il nome di:

  • passato : ciò che è stato lasciato nell'anno passato sulla pianta.

  • presente : l'insieme di vegetazione sulla quale si dovrà effettuare la    potatura.

  • futuro : ovvero quello che, nelle attuali condizioni, si intende lasciare per l'anno a venire.

In questo metodo di allevamento si tende ad eliminare tutta la vegetazione ad eccezione di un tralcio vecchio di un anno (capo a frutto) e un piccolo sperone, ovvero una porzione di tralcio di dimensioni ridotte, portante da sei a dieci gemme.

Il Guyot, come tutti i sistemi di potatura mista, si presta per i vitigni altamente produttivi che fruttificano principalmente sui tralci emessi dalle gemme intermedie del capo a frutto: in questi vitigni la potatura corta ("a sperone") non garantirebbe un'adeguata produzione a causa della scarsa produttività delle gemme basali. Il numero di gemme di cui si compone il capo a frutto del Guyot varia secondo le condizioni ambientali (fertilità del terreno e disponibilità irrigua) e le potenzialità produttive del vitigno.

La potatura in inverno viene effettuata rigorosamente a mano.

Il vigneto viene lavorato meccanicamente con strumenti di ultima generazione

In primavera  da ogni gemma germogliano 2 tralci ed uno viene tolto a mano 

Si utilizzano bordure fiorite per il controllo della fauna.

Successivamente effettuiamo i trattamenti per le malattie fungine che colpiscono la vite come la Peronospora e l’oidio, utilizzando prodotti a base di rame e zolfo. 

Utilizziamo la lotta integrata contro le malattie del vigneto.

 

Vengono utilizzate rose a inizio del filare come indicatore del fungo della peronospora, la malattie viene monitorata visto l’anticipo dei sintomi sulle foglie delle rose.

  

Posizioniamo trappole per la cattura e monitoraggio del SCAPHOIDEUS TITANUS vettore del fitoplasma della flavescenza dorata.

 

A Giugno viene fatta una potatura a verde per consentire al sole di scaldare il grappolo mentre a fine Luglio inizi di Agosto nel momento dell’invaiatura eliminiamo i grappoli in eccesso per ottenere una miglior qualità (diradamento).  

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VINIFICAZIONE

La vendemmia viene fatta a mano selezionando in campo i grappoli.

 

Uva bianca

viene raccolta con buona acidità.  Le uve vengono raccolte e subito raffreddate a 8/10°C così non partono fermentazioni anomale senza controllo.

Quando l’uva è in temperatura vengono diraspate pressate e il mosto fatto decantare a freddo, il pulito viene fatto fermentare con i propri lieviti naturali, lentamente a 14/16°C.

 

Uva rossa      

viene raccolta matura, con buoni valori di zucchero e colore. Le uve vengono raccolte e subito raffreddate a 8/10°C così non partono fermentazioni anomale senza controllo.

Quando l’uva è in temperatura vengono diraspate e messe in vinificatori di acciaio per la fermentazione a temperatura controllata.

Quando il mosto-vino ha preso tutto il colore dalla buccia dell’uva, viene separato e lasciato fermentare in botti di cemento senza buccia e vinacciolo.


Dopo la fermentazione viene travasato più volte. 

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STOCCAGGIO

Sia per il bianco che per il rosso, il vino fa la 2° fermentazione chiamata malo-lattica, ad opera di un batterio presente naturalmente sull’uva,  l’acido malico viene trasformato in acido lattico, il vino si ammorbidisce al palato.

Al vino viene fatta fare la stabilità tartarica (da parte dell’acido tartarico sovraprodotto in natura che poi precipita naturalmente).

Nel processo di chiarifica a freddo ed in nessun alto processo non si l’utilizzano prodotti derivati da animali.

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INVECCHIAMENTO

Per i vini giovani bianchi e rossi vengono mantenuti in botti di acciaio Arneis e Favorita (per i bianchi) Dolcetto e Rosè (per i rossi).

 

Per i vini rossi da invecchiamento (Nebbiolo e Barbera) vengo mantenuti in piccole botti di rovere barriques da 225 lt. oppure in botti grandi di rovere da 3.000 lt.

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IMBOTTIGLIAMENTO

Prima dell’imbottigliamento l’impianto viene sterilizzato per tutto il circuito di passaggio del vino.

 

Il vino viene spinto senza sbattimento solo a pressione dalla botte di acciaio alla riempitrice.

 

Vengono utilizzati filtri di ultima generazione con membrane speciali.

 

La bottiglia viene lavata all’interno prima di essere riempita. Il vino scende per caduta nella bottiglia.

Prima di mettere il tappo viene eliminato l’ossigeno presente così non ci sono ossidazioni. 

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CHIUSURA

Per i vini bianchi e rossi importanti, che devono fare una evoluzione in bottiglia, il tappo è di sughero naturale.

Per i vini giovani bianchi rosati o rossi il tappo è sintetico o Agglomerato per garantire più freschezza. 

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